La Apple al bivio
SOMMARIO: TC: per ora la Apple si sta comportando bene. Ma sappia che è tenuta d'occhio...
Gli sviluppatori Apple non hanno più accesso completo al codice sorgente di Mac OS X/Intel. Per confondere chi cerca di far funzionare OS X su un PC non fabbricato dalla Apple, alcuni elementi chiave del sistema resteranno inattingibili (Macworld online, tinyurl.com/hgr6u). Stesso intento aveva l'azione giudiziaria che ha fatto chiudere un forum sul sito dell'OSx86 Project. La decisione di blindare il codice, oltre ad andare contro il "fair play" dell'open source, soffocherà molti progetti software.
Data quest'inclinazione di Jobs alla "security through obscurity", c'erano legittimi sospetti intorno al TC (trusted computing) nei nuovi processori Intel degli ultimi Macintosh. Il TC ("Risorse", dicembre 2005) è un insieme di componenti hardware-software e di specifiche che fanno comunicare un computer col server apposito di produttori di software o di contenuti multimediali (CD musicali, DVD) in modo da rendere impossibile l'uso senza licenza del software o di musiche e film, in pratica assegnando altrui il controllo di un computer. Secondo Richard Stallmann, lo scopo del TC è proprio "far sì che i computer disattendano sistematicamente le istruzioni del proprietario".
Il TC è nato e si è sviluppato sulla piattaforma x86 (fra i propugnatori: Microsoft, Intel, IBM...) e dunque il Mac, prima immune, ci è ora dentro. Questa non è in sé una notizia: la Apple, mesi fa, aveva al proposito chiesto il silenzio agli sviluppatori assegnatari del primo kit di sviluppo MacIntel. È vero che si cercherebbe invano menzione del TC nella documentazione delle nuove macchine, o sul sito Apple, ma a quanto pare il chip Fritz dei nuovi Mac, lo stesso TPM di ogni Intel, non ha altro scopo che di evitare l'installazione impropria di Mac OS X: le sue funzioni di "spia" non vengono usate da nessun'altra applicazione, al momento. Quest'applicazione parziale, tuttavia, è quella che rende così fragile quella tecnologia nel fare il suo lavoro di ostacolo all'installazione illegittima (è stata crackata molte volte in pochi mesi).
Insomma, in questo caso la Apple è stata brava e all'altezza degli standard etici che propugna. Rimane il fatto che i nuovi chip sono perfettamente in grado di esercitare il funesto controllo TC. Conviene sperare che la Apple si tenga stretta la propria virtù e non cada in strane tentazioni.
01. no1984 Sito (wiki) dell'associazione italiana più attiva per la consapevolezza dei rischi del trusted computing e punto di partenza consigliato.http://www.no1984.org
02. TC e Mac Un documentato articolo, del quale ci siamo avvalsi nello scrivere il nostro, sul TC nel Mac Intel, di Alessandro Bottoni (v. sotto). http://punto-informatico.it/p.asp?i=58031
03. La spina nel fianco Blog di Alessandro Bottoni, consulente informatico, dedicato in primo luogo a Linux e open source ma attentissimo al trusted computing. http://laspinanelfianco.wordpress.com
04. TC, the Movie Un divertente e un po' truculento filmato che spiega icasticamente il TC. Anche in italiano sul sito http://www.p2pforum.it http://www.lafkon.net/tc
05. TC FAQ Versione italiana (M. Sandrini) di un'accreditata FAQ sul trusted computing di Ross Anderson della Cambridge University. http://www.complessita.it/tcpa/
06. TCG Il sito ufficiale del Trusted Computing Group, fondato da Microsoft, IBM, Intel, Hewlett-Packard, Sun e AMD, e con decine di aderenti. http://www.trustedcomputing.org
Marco Bertoli