Di seguito l'intervista rilasciata da Riccardo_Tortorici a DigiMag, periodico di informazione digitale il 23 Settembre 2005.

D: Che cos'è brevemente il trusted computing?

R: Il Trusted computing è una tecnologia che si basa sulla certificazione di un qualsiasi prodotto/applicazione. Tale tecnologia consiste nell'implementazione del "fritz", un chip che permette di accedere a una risorsa o eseguire un'applicazione solo se si è autorizzati.

D: Sistemi operativi e software applicativi "inaffidabili" sono da anni in commercio e sono i più usati dagli utenti, soprattutto inesperti, che rimangono ignari dei pericoli che corrono. Con il trusted platform module che cosa cambia?

R: Il TC potrebbe dare l'illusione all'utente finale di essere al sicuro, in realtà non sarà lui a decidere ciò di cui fidarsi o meno. Attualmente l' end-user medio è consapevole dei problemi del proprio sistema operativo, ciò nonostante continua a ritenerli normali. Con l'avvento del TC l'utente finale potrebbe non avere virus, trojan horses o spam ma perderebbe totalmente il controllo della propria macchina venendo meno la facoltà di scegliere come meglio utilizzare ciò che ha acquistato. Resto comunque del parere che ciò che non funziona oggi continuerà a non farlo domani, il TC non apporterà migliorie a stabilità, performance, ecc.

D: Perché le case produttrici di software vogliono controllare i propri utenti? C'è qualche legame con la politica, visto che negli Stati Uniti sono state avanzate vere e proprie proposte di legge come il Consumer Broadband and Digital Television Promotion Act? E in Italia?

R: Secondo me non si tratta solo di questo. Sicuramente ci sono anche risvolti politici, un sistema di controllo come questo potrebbe aiutare nelle cause della lotta al terrorismo o alla pedofilia. Per contro, la privacy di *tutte* le utenze in questo modo sono a rischio. Mi riferisco soprattutto agli artisti o agli sviluppatori. Uno scrittore che periodicamente invia bozze del proprio lavoro alla sua casa editrice potrebbe avere la sensazione che il suo lavoro è a rischio, così come una piccola software house i cui sviluppatori comunicano via email porzioni di codice. L'Italia, come molti altri paesi, potrebbe avvertire la necessità di monitorare le proprie utenze, tuttavia non credo che il nostro paese sia in prima linea nella campagna TPM.

D: Qual è un possibile scenario nella commercializzazione su larga scala dei dispositivi di gestione dei contenuti digitali

R: Le utenze, sentendosi minacciate dalla limitazione dei nuovi sistemi, potrebbero favorire lo sviluppo di un mercato HW parallelo che non sia compliant al TC. In questo modo le aziende che aderiscono al TCG potrebbero avere ingenti perdite economiche con conseguenti riflessi sull'economia. L'utente potrebbe risentirne sulla disponibilità di alcuni prodotti, ad esempio potremmo avere alcuni DVD che funzionano solo sotto TC ed altri no.

D: Com'e' nato il progetto no1984 e con quale obiettivo

R: Circa 3 settimane fa, discutendo sul problema TPM sulla lista debian-italian, è venuta fuori la necessità di creare una Mailing List a parte con lo scopo di approfondire il problema. Il nome adottato è ispirato dal romanzo di Orwell "1984", dove viene previsto un futuro nel quale ognuno è sorvegliato dal Grande Fratello, che, come descrive la quarta copertina del libro, "Tutto vede e tutto sa". Quello che si vuole evitare è proprio il verificarsi di una situazione analoga, in cui le utenze potrebbero perdere la propria riservatezza. Il nostro obiettivo è approfondire questa problematica, ci stiamo impegnando nella traduzione dei molta documentazione, sia a favore del TCG che contro e sensibilizzare gli utenti al non utilizzare questa tecnologia qualora i rischi dovessero risultare troppo alti. Personalmente ritengo ammirevole la volontà che hanno queste aziende a combattere lo spam, i virus, i worm, ma il TPM è, secondo me, completamente sbagliato a livello logico perchè troppo restrittivo.

D: Cosa può fare un utente per tutelare i propri diritti digitali senza acquisire una conoscenza molto tecnica del computer, alla quale la maggior parte degli utenti non è interessata e la considera l'ostacolo maggiore nell'approccio all'opensource (ad esempio linux)

R: I sistemi operativi opensource, Linux in particolare, hanno fatto passi da gigante negli ultimi anni. Hanno una interfaccia grafica intuitiva ed accattivante e, salvo utilizzi estremi, una facilità d'uso paragonabile a quella di Windows. La mia ragazza, ad esempio, non ha conoscenze tecniche approfondite, ciò nonostante utilizza Linux tranquillamente. Alla gente, spesso, manca l'informazione, non la voglia di apprendere nuovi concetti. La nostra iniziativa non promuove nessun sistema operativo, proprio perchè ognuno è libero di scegliere quello che ritiene il migliore per se stesso.... per ora.

Intervista_Digimag (last edited 2011-01-22 21:19:21 by localhost)