Di seguito la trascrizione dell'intervista telefonica rilasciata da Daniele Masini a Radio NBC di Bolzano il 22 Settembre 2005.
D: Come promesso ieri sera, questa sera si parla del Trusted Computing. Cos'è il Trusted Computing? Per alcuni si tratta di una sorta di miglioramento dell'affidabilità dell'informatica e questo lo dicono le più grandi società, le più grandi compagnie di informatica siano esse creatrici di software o di hardware, Dell, IBM, Hewlett Packard, Intel, Microsoft, Toshiba e decine di altre che si sono associate in una sorta di Trusted Computing Group. In pratica un meccanismo molto semplice che inserito direttamente nell'hardware del computer avrà il compito di selezionare quali programmi e contenuti, come musica, video, software e documenti, possono essere eseguiti sul PC e quali no. Ciò ovviamente non va a genio ad alcuni che si sono messi in testa di chiarire molto bene anche, devo dire, la posizione di queste multinazionali, ma soprattutto la funzione del Trusted Computing, fidiamoci del computer. La fiducia alle multinazionali non la vuole dare un gruppo che si fa chiamare no1984, un sito internet no1984.org, del quale fa parte Daniele Masini che abbiamo questa sera con noi al telefono. Buona sera Masini.
R: Buona sera, salve.
D: Allora, ci spiega un attimo perché questa sorta di avversione nei confronti di una soluzione che, così a prima vista, a primo acchito, potrebbe migliorare davvero la nostra vita, il nostro rapporto con il computer?
R: Sì, il problema è proprio insito nel fatto che quando si parla di sicurezza è importante sapere chi detiene il controllo. Nel caso di sicurezza per quanto riguarda l'informatica, dovrebbe essere l'utente o l'amministratore di un sistema a detenere il controllo di quel sistema. In questo caso il Trusted Computing Group propone invece un sistema di sicurezza centralizzato, controllato (ancora non sapendo bene da chi, ma probabilmente) dallo stesso Trusted Computing Gruoup che si propone come controllore universale della sicurezza, pone dei seri dubbi o comunque delle possibili perplessità su chi possa controllare il computer. Cioè, se io acquisto un bene, me lo gestisco io, me lo amministro io perché è mio. Quindi, comprando un computer, io posso gestirmelo come voglio. Nel momento in cui, invece, la gestione della sicurezza e quindi la gestione di quello che può girare su quel computer, me la fa un ente esterno, questo va - diciamo - contro i principi fondamentali della mia libertà e della mia gestione delle politiche di sicurezza.
D: Molto spesso però chi acquista un computer non sa dove mettere le mani realmente, parliamoci chiaro. Cioè sappiamo utilizzarlo perché ci sono dei software che permettono questa utilizzazione, ma in realtà un po' per pigrizia, un po' perché lo vediamo ancora come una sorta di macchina infernale, non ci mettiamo le mani più di tanto.
R: Certo. Questa è un po' un'arma a doppio taglio. Potrei portare un paragone analogo con chiunque possa acquistare, non so, un coltello piuttosto che una pistola e non sa come utilizzarla, non per questo penso che si spari in bocca, insomma... È questo un po' il senso: bisogna sapere come utilizzare certi strumenti e che comunque l'uso che ne facciamo e la sicurezza nell'utilizzo di questi strumenti è demandata al proprietario.
D: In pratica un invito anche a tutti quanti a capire meglio il proprio PC, in sintesi.
R: Certo, senza dubbio.
D: Avete adottato un nome che evoca fasti passati, presenti e futuri, insomma non ha tempo, no1984. In pratica evocando il romanzo orwelliamo volete in qualche modo dire "non vogliamo essere controllati da un grande fratello", da un'entità superiore, magari misconosciuta e comunque presente, incombente?
R: Certo. Infatti, come le dicevo prima, il Trusted Computing Group, che si presenta praticamente come l'entità che potrebbe porre un controllo totale sui sistemi di tutto il mondo, a questo punto, visto che internet è dovunque, potrebbe essere - diciamo - questo "grande fratello" così indicato da George Orwell nel suo romanzo. Ecco il perché del nome.
D: Facendo un po' di fantapolitica, questo Trusted Computing Group potrebbe un giorno, partendo da questi presupposti, divenire il controllore della politica mondiale?
R: Diciamo che le premesse, quindi le basi gettate dal Trusted Computing Group, ci sono. Non necessariamente porteranno in quella direzione, ma gettano le basi di una possibilità che ci potrebbe essere in questo senso.
D: Per chiudere questo nostro breve incontro, ci illustri le attività del no1984, di questo vostro gruppo, che, ricordiamo, ha un sito internet no1984.org.
R: È nato come mailing list per poter condividere le idee, che già c'erano sull'argomento, tra varie persone. Attualmente ci sono circa 300 iscritti alla mailing list e ricordiamo che è nato da pochissimo. Gli scopi sono quelli di divulgare e comunque fare in maniera che negli utenti si maturi la consapevolezza che esiste questa prospettiva. In più ci sono varie attività che vengono portate avanti tipo la traduzione di materiale che denuncia questa cosa, ci sarà la possibilità di partecipare al Linux Day, che si svolgerà nel Novembre di quest'anno, con delle conferenze, oppure la possibilità di avere dei gadget sempre inerenti a questa attività. E comunque lo scopo principale è quello di portare all'attenzione dell'opinione pubblica questa cosa che si sta muovendo da qualche anno che il Trusted Computing Group cerca di installare sui vari sistemi nel mondo, anche perché tutti i produttori di hardware e di software stanno aderendo a queste linee guida.
D: In pratica ci sarebbe da aver paura.
R: Sì. Inoltre chi ci assicura che chi costruisce l'hardware o chi scrive software, che aderisce a questi criteri, abbia effettivamente scritto il software con giudizio, o comunque realizzato un hardware che li segua pedissequamente senza avere delle backdoor o qualcosa che possa in qualche modo permettere un controllo remoto da chissà chi?
D: E con la domanda "chi controlla i controllori?", salutiamo il sig. Daniele Masini, di no1984.org, e lo ringraziamo per essere intervenuto questa sera in "Buttiamo un occhio alla radio". Buona serata. Grazie.
R: Bene. Grazie a lei e arrivederci.
L'intervista è pubblicata anche sul sito web di Daniele Masini.