Di cose da dire, in questo ultimo periodo, ce ne sarebbero diverse. Iniziamo con Apple che, con la nuova linea basata su Intel, pensa un po’ meno different rispetto al passato, tanto che ci verrebbe da pensare che quel maggior costo, a parità di prodotto e di utilizzare MacOS X. Continuiamo col brevetto sul filesystem di tipo FAT di Microsoft, che è stato riconfermato in sede giudiziaria ribaltando le ultime due sentenze, e che ne rende illegale il supporto di Linux (ma ha senso mantenere un brevetto informatico per oltre 20 anni?).

L’attenzione però deve andare oltre: stanno arrivando i computer sicuri, quelli con addosso il famoso chip TPM (Trusted Platform Module), e già possiamo trovarli in commercio. Magari proprio il vostro nuovo computer, se ben istruito, potrà non più disponibile quel documento o quel file file mp3, o quel video perché quel qualcuno che vanta diritti su quel documento o quel file, non voi sicuramente, ha deciso così. E quel computer, che pensavate vostro alleato, che avete acquistato con soldi vostri e alimentato fino a quel momento, si dimostra un po’ meno fedele di quanto legittimamente vi sareste aspettati. Niente di questo scenario orwelliano si verificherà a breve: sarebbe uno shock troppo forte, e la resistenza, da parte degli utenti, sarebbe enorme.

Aspettiamo che tutto venga portato nella direzione del controllo totale, ma un po’ alla volta: al prossimo aggiornamento una parte, a quello dopo un’altra ancora, fino a quando il grande disegno non si completa. Dopo tutto, dove sta scritto che gli aggiornamenti devono essere solo di sicurezza: tra un bug riparato e l’altro, una infarcitina di DRM ci sta proprio bene. La sicurezza è fondamentale, e il nuovo sistema ci proteggerà da worm, virus e quant'altro: ma è questo che vogliamo? Tutti? E’ forse il caso di ricordare una famosa frase di Franklin:

"Chi è pronto a dar via le proprie libertà fondamentali per comprarsi briciole di temporanea sicurezza non merita né la libertà né la sicurezza".

Sono i virus, forse, il male peggiore? Da quelli preferisco difendermi da solo, grazie. Chi informerà l’utente comune di quanto sta accadendo? I mezzi di informazione, ovvio; gli stessi che, ad esempio, si sono quasi dimenticati di presentare la notizia di quell’utente che ha citato in giudizio - vincendo - quell’operatore telefonico colpevole di aver ritardato con lungaggini burocratiche la risoluzione del problema, costringendo l’utente, parte debole, a continui solleciti e ad uno stress non indifferente?

O gli stessi mezzi di informazione che dimenticano di citare come molte delle campagne pubblicitarie siano sanzionate dal Giurì della pubblicità, multando gli operatori di cifre così risibili che sembrano una offesa al senso comune, visti gli interessi in gioco e al costo della pubblicità stessa. Se questo sarà il futuro dell’informatica, se questo è quanto le migliori menti mondiali sanno concepire, io voglio scendere.

Patrizio Tassone


Editoriale del n° 50 di "Linux & C." - Febbraio 2006 - http://www.oltrelinux.com/home.php?num_riv=50

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